Palazzo imperiale Kyoto, il testimone della storia dell’incoronazione degli imperatori

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Ci sono dei luoghi in Giappone che sono testimoni silenti della storia del Paese: ne sono più di un simbolo, la rappresentazione delle tradizioni e delle antiche memorie. Ne è un caso plateale il Palazzo Imperiale di Kyoto, dove sono avvenute alcune delle incoronazioni degli imperatori, prima che la sede ufficiale fosse spostata a Tokyo. Non è facile descrivere questo posto a parole: mistico, affascinante ed elegante, la sua storia si intreccia con l’anima del Giappone.

L’ex residenza imperiale, infatti, emana ancora parte del suo antico fascino e splendore. Tra le pareti raffinate, lungo la pavimentazione, il Palazzo Imperiale ha ancora tanto da dire. Oggi è considerato un Monumento Nazionale, oltre che un edificio di valore a dir poco inestimabile. Nonostante tutte le principali funzioni governative avvengano ormai a Tokyo, il Palazzo di Kyoto non ha perso la sua attrattiva. Scopri tutto sulla visita al Palazzo Imperiale di Kyoto.

Palazzo imperiale di Kyoto, la storia del Giappone

Visitare l’antica corte degli Imperatori è indubbiamente una forte emozione. Oltretutto, il Palazzo è immerso nel verde: la cura dei suoi giardini è risaputa. Possiamo definire il perimetro come una sorta di cittadella: nel complesso sono presenti vari edifici, sebbene il Palazzo Imperiale sia stato più volte messo a dura prova dalle intemperie. Impossibile, infatti, non citare gli incendi e le guerre.

Sebbene non presenti più il suo aspetto originale e l’architettura sia stata rimaneggiata più volte nel corso del tempo – l’ultima nel 1855, in cui ha preso le influenze dello stile architettonico del periodo Heian – rimane comunque un Palazzo di incredibile fascino storico. Tra l’altro, rimane comunque tutt’oggi la residenza imperiale secondaria della città di Kyoto, mentre fu l’ultima residenza ufficiale fino al 1868, prima dello spostamento a Tokyo.

La storia del Palazzo Imperiale di Kyoto

Agli inizi del periodo Edo, il Palazzo Imperiale di Kyoto divenne la residenza dell’Imperatore. Costruito in legno, nel corso dei secoli è stato più volte soggetto agli incendi: il complesso di edifici e dei giardini circostanti sono cambiati, adottando gli stili dei periodi. Nel 1877, il Giappone ha scelto di conferire al Palazzo la dicitura di Monumento Nazionale, ordinandone ovviamente la preservazione.

Per anni, comunque, il Palazzo è stato utilizzato come sede di alcune cerimonie, sebbene tutt’oggi sia ormai dedicato alle visite dei turisti. Si trova in ogni caso nel Parco Imperiale di Kyoto: le cerimonie delle incoronazioni degli Imperatori Taisho e Showa sono state tenute nella sala principale del Palazzo. Oggi, però, è il Palazzo Imperiale di Tokyo a svolgere tali funzioni.

La stanza del trono del Palazzo Imperiale di Kyoto

Ovviamente, uno dei punti di interesse principali è la Stanza del Trono del Palazzo Imperiale di Kyoto. Ci si può accedere attraverso la porta Jomei – Mon, e la sala Shinshin – den è stata la testimone di tante incoronazioni giapponesi. Sì, è stata ricostruita, ma la riproduzione del 1913 si avvicina moltissimo all’originale, proponendo tanti dettagli che è impossibile non notare.

Quando visitarlo?

Il Palazzo di Kyoto è accessibile al pubblico dal martedì alla domenica. Tendenzialmente, il Palazzo è chiuso ogni lunedì, ma anche i giorni successivi alle feste nazionali, o quando vengono proposti degli eventi al suo interno. Da aprile ad agosto può essere visitato dalle 9 alle 17; da settembre a marzo, dalle 9 alle 16.30; da ottobre a febbraio, dalle 9 alle 16. L’ingresso è gratuito.

Fino a qualche anno fa, tra l’altro, le visite guidate al Palazzo dovevano essere prenotate con largo anticipo. Per fortuna, oggi possiamo semplicemente recarci al Parco Imperiale di Kyoto per immergerci nella storia e nella cultura del Giappone. Il periodo migliore per visitarlo? Indubbiamente da marzo a fine aprile, dal momento in cui il Palazzo è circondato da ciliegi: lo scenario sarà a dir poco indimenticabile. Tra i viaggi del 2021 da non lasciarsi sfuggire.

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