QUESTIONE DELL'AQUILANO
tante informazioni ma poca conoscenza

Costruire secondo “La Regola dell’Arte” sottointende una serie di implicazioni, raggiunte empiricamente nella storia del costruito tramite le maestranze più competenti, necessarie e sufficenti a garantire un comportamento scatolare alla struttura. In tal modo la costruzione  sarà capace di rispondere in maniera soddisfacente alle sollecitazione a cui verrà sottoposta, prima fra tutte l’azione sismica, senza compromettere la sua firmitas. Premessa fondametale diviene in primo luogo la qualità muraria soprattutto laddove il costruito si caratterizza per edilizia storica.

La valutazione qualitativa, tramite la diretta osservazione, diviene anche in quest’ambito esperienza fondamentale e l’allenamento a tale compito, per architetti e ingegneri che operano in ambito sismico, dovrebbe essere imposto rigidamente dalle N.T.C. 2008 che con la stessa rigidità necessaria impongono verifiche quantitative sul costruito e sulle nuove costruzioni. L’Indice di Qualità Muraria (I.Q.M.) è definibile attraverso l’osservazione di alcuni parametri, che qualificano una costruzione a Regola d’Arte, e caratterizzano quindi una buona muratura:

1.       La qualità della malta

2.       La presenza di ditatoni

3.       La forma degli elementi

4.       Lo sfalzamento dei giunti

5.       L’orizzontalità delle giaciture

6.       La resistenza dell’elemento

7.       La dimensione degli elementi

Semplificando si può asserire che  questi requisiti se rispettati possono garantire la sicurezza del costruito storico. Lo stesso Giuffrè nel “Caso di Ortigia” afferma che “la regola dell’arte ha la stessa funzione del moderno calcolo strutturale” poiché come le verifiche di calcolo garantiscono la sicurezza nelle nuove costruzioni, il rispetto di questa regola garantisce sicurezza nell’edilizia storica.

Nell’Aquilano, nei paesi di Fossa, Casentino, Sant Eusanio Forconese, San Demetrio.. si trova traccia, tra le macerie, delle caratteristiche che qualificano le tecniche del costruire e i materiali utilizzati comuni a quest’area (sempre con alcune eccezioni e differenze). L’I.Q.M. , specialmente nel costruito rurale trasformato poi in residenza, è davvero scadente.

Le caratteristiche meccaniche delle murature, individuabili attraverso la semplice osservazione a occhi nudo, rivelano una fragilità intrinseca di buona parte del costruito storico. Molti dei parametri precedentemente elencati non risultano rispettati. Ciò appare evidente nella lettura dei quadri fessurativi che definiscono ciò che rimane del costruito storico e non, evidenziando le lacune più profonde di tecniche costruttive incoerenti e disomogenee.

La tendenza più evidente e dannosa, che non permette agli aggregati di sviluppare un comportamento scatolare è rintracciabile nei meccanismi di accrescimento di ogni singolo aggregato, che si sviluppa generalmente per intasamento e apposizione. La mancanza di ammorsamenti tra la cellula primogenita e le altre è evidente laddove si riscontrano distacchi tra la parte di una cellula e l’altra di diversi centimenti. Sono spesso rintracciabili presidi antisismici (come le catene) ma la muratura scadente non è stata in grado di cooperare con essi.

 

Nonostante si sia molto parlato della questione dell’Aquilano è sconcertante come non siano state indagate le cause primigenite della catastrofe  e come gli stessi abitanti ne siano ignari. Se è vero che dagli sbagli della storia si impara, presupposto necessario diviene la conoscenza critica dell’accaduto da parte dei tecnici, delle pubbiche amministrazioni, delle maestranze locali e dei Cittadini.

Articolo di Nuria Chiara Palazzi



05..2013      Autore: Redazione
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