Valle del Draa
alla scoperta di una realtà antica, autentica e genuina

Attraversare la Valle del Draa è un viaggio che ti proietta inaspettatamente in una realtà antica, autentica e genuina. È una continua tensione tra colori, odori, sapori, tattilità nuove che rappresentano il primo passo nella conoscenza e nel vissuto profondo: la catarsi, spogliarsi della propria cultura, dei propri pregiudizi, miasma del nostro tempo.

La sostenibilità architettonica e urbana di queste civiltà rurali, il non spreco di risorse, di energie, di acqua, la loro gestione comunitaria sono oggi un modello sempre più attuale. Dai Dar, le abitazioni, costruite con la terra del luogo, con l'acqua e la paglia che rispondono perfettamente alle esigenze dei fruitori ultimi dell'architettura; un buon isolamento termico, la firmitas vitruviana e la durabilità, ai Derb “i quartieri” che definiscono un tessuto che rispecchia le geometrie dei frattali presentate da Pietro Laureano ( architetto e urbanista, consulente UNESCO) nei Simposi sui Sassi di Matera. Il frattale è definito da Benoîît Mandelbrot “..un oggetto geometrico fatto di parti in un certo senso simili al tutto”.

 

La cellula elementare di questo mondo rurale il Dar moltiplicandosi dà vita ad un tessuto complesso il Derb, labirinto di percorsi che aiutano a determinare naturalmente la socialità e le relazioni. Anche la cellula elementare può essere declinata. Essa fa riferimento ad una tipologia costruttiva la casa a patio su cui si affacciano le stanze in cui può essere rintracciata l'unità più intima, la famiglia. Nella tradizione Berbera il “Doppio spazio dell'architettura”, lo spazio potenziale di progetto e quello effettivo degli abitanti, non convive dicotomicamente, come nella nostra società, ma si autodetermina.

Il rischio è la mancanza di consapevolezza di questi patrimoni, sia da parte delle popolazioni autoctone che dalla cosiddetta “società civilizzata”, di non essere valorizzati e conseguentemente dimenticati. In nome del progresso (spinto da dinamiche meramente economiche), che sta distruggendo le doti di resistenza del patrimonio mondiale e che incrementa la crisi globale, il processo di denaturalizzazione di questi luoghi sta purtroppo iniziando. Nella genuinità del sapere berbero è possibile trovare alcune risposte alle perplessità dell'architettura e dell'urbanistica contemporanea, che affannosamente cercano di dare soluzione ad uno dei più grandi problemi della contemporaneità, la crisi globale.

 

articolo di Nuria Chiara Palazzi
foto di Chiara Lippi



12.GIU.2013      Autore: Redazione
CONDIVIDI