The sky is mine
Katrin Gustafson at Open Session on Landscape 2017

Vogliamo celebrare l'8 Marzo 2017 parlandovi di una donna eccezionale: Kathryn Gustafson. Fondatrice dello studio Gustafson and Porter, architetto del paesaggio di fama internazionale, occupa un posto di rilievo sulla scena internazionale dagli anni '80 ed è stata ieri ospite di Open Session on Landscape, dove, per una coincidenza del tutto casuale, è l'unica presenza femminile nel ricchissimo programma di quest'anno.

Dei suoi progetti viene spesso celebrata la carica scultorea ma se si scava sotto la superficie delle accattivanti sinuosità che contraddistinguono il suo linguaggio, si rintraccia quella sapiente capacità che le sue opere hanno di fondere l'arte con l'ingegneria ambientale ed un uso spregiudicato della tecnologia dei materiali. Katrin Gustafson agisce contemporaneamente a più scale, restituendo l'immagine di un nuovo paesaggio che si può zoommare sino a mettere a fuoco anche il più piccolo dettaglio: una seduta, il trattamento materico di un percorso, il gioco di luci ed ombre di una facciata.

La generosa carrellata di progetti che ha presentato ieri alla Palazzina Reale di Santa aria Novella, illustrando l'idea generatrice da cui sono scaturiti sino alla realizzazione delle loro componenti vegetali e minerali, ci ha mostrato una donna di una intraprendenza e lucidità progettuale davvero rara. Una donna capace di leggere lo spirito dei luoghi (National Museum of African American History & Culture) , reinterpretare la tradizione in chiave contemporanea adattando la conformazione dello spazio alle esigenze attuali (Robert and Arlene Kogod Courtyard), capace soprattutto di rivendicare spazi per la collettività e dargli nuova vita, senza accettare compromessi (Unified Ground: Union Square National Mall Competition).

Il suo motto non lascia spazio a dubbi: "the sky is mine" ovvero "tutti gli spazi in cui è il cielo a fare da soffitto sono il mio campo di gioco! Sono parte del progetto" Non si può dire che non abbia le idee chiare su quale sia il ruolo dell'architetto del paesaggio e su come egli debba agire nei progetti che affronta, ricordando sempre però l'importanza del dialogo e dell'integrazione con altre figure professionali, quali per primi gli architetti, dice infatti "saper leggere l'architettura, conoscere la storia dell'architettura è fondamentale per essere un buon architetto del paesaggio". Nella sua carriera ha collaborato con grandi nomi dell'architettura tra cui ricordiamo Sir Norman Foster, R. Rogers, J. Simon e tanti altri, si dice "una vecchia signora" ma nel suo sguardo c'è la fresca tenacia di chi ha ancora molte battaglie da vincere. Non potevamo trovare una rappresentante migliore di lei per l'architettura del paesaggio in questo giorno.

 
 


08.MAR.2017      Autore: Ludovica Marinaro
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