Luciano Pia e LINEEVERDI
OPEN SESSION ON LANDSCAPE 2017

All’ultima Conferenza del ciclo Open Session on Landscape, ha letteralmente conquistato la platea. Luciano Pia con la tranquillità e l’irriverenza che contraddistinguono la sua ricerca ed attività professionale ha illustrato moltissimi progetti, dalle piccole realizzazioni fino alle opere più recenti per le quali il suo nome ha cominciato a fare eco tra riviste e critiche di architettura, come Casa 25Verde realizzata insieme a Stefania Naretto e Chiara Otella di LINEEVERDI. Tra le domande e gli applausi nel Lavoro di Pia i professionisti presenti alla conferenza hanno trovato l’esempio tangibile di come fare architettura di qualità, realizzare progetti in cui il connubio sostenibilità ambientale ed economica ed innovazione tecnologica e formale non sia utopia in Italia e soprattutto non sia appannaggio solo dei grandi studi delle “archistar”.

Stefania Naretto chiara Otella

 

Affidiamo il racconto della Open Session al video, che a breve verrà pubblicato sui nostri canali youtube, mentre vogliamo presentarvi Pia attraverso le sue parole in una intervista realizzata qualche tempo fa, che ci ha permesso di approfondire diversi temi e aspetti della professione a lui cari. Ecco un assaggio della nostra conversazione, per leggere l’intervista completa, scaricate il magazine NIP#35! “Molti critici hanno definito alcune delle tue architetture “una provocazione”; eppure dimostri di passare con elegante disinvoltura da architetture eccentriche come “Casa Hollywood” ad architetture “rigorose e compatte” come la Scuola di Biotecnologie molecolari a Torino. Sembra che poni in discussione il rapporto tra Architettura e Storia e quello tra Architettura e Natura. È così? Credo che sia proprio così. La Scuola di Biotecnologie che ho realizzato a Torino 10 anni fa, doveva essere un luogo di apprendimento, dove il background fa parte del vissuto per tramandare conoscenza e sapere alle generazioni future. Per questo doveva avere un carattere rigoroso ma allo stesso tempo doveva essere aperta alla città accogliendo le nuove esperienze e ricerche che si fanno al suo interno. 25 Verde a Torino, invece, ha un carattere volutamente provocatorio perché il progetto è nato in un contesto di nessun interesse sociale o culturale ad eccezione del grande valore paesaggistico poiché il luogo è vicino sia al fiume sia alla collina.” Vieni definito, nelle principali riviste d’Architettura italiana, un esponente della Moderna Bioarchitettura. Personalmente ho un’opinione diversa ovvero che tu ricerchi un “nuovo dialogo” tra Architettura, Paesaggio e Progetto Urbano. In altre parole, la tua Architettura sembra rendere esplicito un “pensiero” che guida il processo progettuale. Molti mi diconAll’ultima Conferenza del ciclo Open Session on Landscape, ha letteralmente conquistato la platea. Luciano Pia con la tranquillità e l’irriverenza che contraddistinguono la sua ricerca ed attività professionale ha illustrato moltissimi progetti, dalle piccole realizzazioni fino alle opere più recenti per le quali il suo nome ha cominciato a fare eco tra riviste e critiche di architettura, come Casa 25Verde realizzata insieme a Stefania Naretto e Chiara Otella di LINEEVERDI. Tra le domande e gli applausi nel Lavoro di Pia i professionisti presenti alla conferenza hanno trovato l’esempio tangibile di come fare architettura di qualità, realizzare progetti in cui il connubio sostenibilità ambientale ed economica ed innovazione tecnologica e formale non sia utopia in Italia e soprattutto non sia appannaggio solo dei grandi studi delle “archistar”. Affidiamo il racconto della Open Session al video, che a breve verrà pubblicato sui nostri canali youtube, mentre vogliamo presentarvi Pia attraverso le sue parole in una intervista realizzata qualche tempo fa, che ci ha permesso di approfondire diversi temi e aspetti della professione a lui cari. Ecco un assaggio della nostra conversazione, per leggere l’intervista completa, scaricate il magazine NIP#35! “Molti critici hanno definito alcune delle tue architetture “una provocazione”; eppure dimostri di passare con elegante disinvoltura da architetture eccentriche come “Casa Hollywood” ad architetture “rigorose e compatte” come la Scuola di Biotecnologie molecolari a Torino. Sembra che poni in discussione il rapporto tra Architettura e Storia e quello tra Architettura e Natura. È così? Credo che sia proprio così. La Scuola di Biotecnologie che ho realizzato a Torino 10 anni fa, doveva essere un luogo di apprendimento, dove il background fa parte del vissuto per tramandare conoscenza e sapere alle generazioni future. Per questo doveva avere un carattere rigoroso ma allo stesso tempo doveva essere aperta alla città accogliendo le nuove esperienze e ricerche che si fanno al suo interno. 25 Verde a Torino, invece, ha un carattere volutamente provocatorio perché il progetto è nato in un contesto di nessun interesse sociale o culturale ad eccezione del grande valore paesaggistico poiché il luogo è vicino sia al fiume sia alla collina.” Vieni definito, nelle principali riviste d’Architettura italiana, un esponente della Moderna Bioarchitettura. Personalmente ho un’opinione diversa ovvero che tu ricerchi un “nuovo dialogo” tra Architettura, Paesaggio e Progetto Urbano. In altre parole, la tua Architettura sembra rendere esplicito un “pensiero” che guida il processo progettuale. Molti mi dicono «tu hai fatto un fabbricato eco-compatibile, eco-sostenibile, biologico» ma io non ho voluto fare nessun fabbricato che avesse solo quelle caratteristiche. Io ho cercato di fare un fabbricato che fosse un’architettura della continuità, un’architettura nella quale noi esseri umani siamo parte integrante e organica della natura. ...Continua su NIPmagazine #35



03.MAR.2017      Autore: Redazione
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