Il Paesaggio come Zattera… Welcome on Board!
OPEN SESSION ON LANDSCAPE 2017

Martedì scorso alla presenza di Franco Zagari, Franco farinelli e Gianni Celestini, si è tenuta la giornata inaugurale di Open Session on Landscape 2017, il consueto appuntamento con il Paesaggio che riempie l’agenda fiorentina da ormai 4 anni con lezioni e dibattiti transdisciplinari sulle tematiche più varie legate al Progetto di Paesaggio. Anche quest’anno il ciclo di seminari organizzato dal Dottorato di ricerca in Architettura del Paesaggio dell’Università di Firenze chiama a raccolta alcuni tra i progettisti più illustri sullo scenario internazionale con l'intento dichiarato di creare un linguaggio comune tra discipline sorelle come l’Urbanistica, l’architettura e la pianificazione territoriale, che spesso nella pratica professionale vengono a torto vissute per compartimenti stagni.

Franco Farinelli denuncia senza indugi la criticità di questa prassi, legittimata da un approccio separatista alla conoscenza della realtà fenomenica. In un affascinante gioco di rimandi parafrasando le teorie del filosofo Humboldt, ci porta a riflettere sulla necessità di concepire il mondo come un intero indivisibile del quale non è possibile intendere il senso profondo se non attraverso le emozioni. “L’analisi scientifica, che scompone in frammenti particolari la realtà, non è perciò esaustiva, non riesce a renderne la complessità e varietà che invece si dà all’uomo in via sentimentale”. Qual è pertanto il ruolo dell’architetto? Come affrontare il Progetto?

OPEN SESSION on LANDSCAPE the public at the conference

 

Zagari afferma che uno dei primi passi importanti affinché il Progetto sia informato di questo nuovo approccio sia comprendere che “la crisi del Paesaggio sia stata una delle cause della crisi economica e non viceversa”. La progressiva alienazione dagli spazi pubblici delle strade, delle piazze, dei quartieri, conseguente ad una globalizzazione che ci ha irretiti delegando alla dimensione virtuale il completo soddisfacimento dei nostri bisogni, oggi ha messo in crisi gli orizzonti di senso che la nostra società aveva tracciato nello spazio e ci restituisce spazi in cui non ci riconosciamo più. Spazi ibridi in cui stiamo naufragando, per usare una metafora cara a Bauman. “L’antidoto oggi”, dice Farinelli, “lo può fornire solo il Paesaggio che è la nostra Zattera”, per sapervi salire, prosegue Zagari, “bisogna mettere la bellezza in primo piano, come un atto politico”. Questo non significa tessere un velo estetizzante che camuffi gli strappi esistenti. Non vogliamo copridivani a fiori. Significa ripartire dai Luoghi, dal riconoscerne la bellezza spontanea, particolare.

Celestini sottolineando che “il paesaggista non debba lavorare sulla riconoscibilità dei linguaggi quanto piuttosto sull’efficacia dei dispositivi” azzarda allora una metodologia in cinque atti, “5 Meccanismi di Avvio” che possono aiutare a rimettere in moto la trasformazione consapevole del paesaggio che abitiamo: Implementazione, Disvelamento, Contaminazioni, Educazione, Ricucitura (** Cristina Sciarrone, 2015). Ognuno dei quali sottende una strategia e delle tattiche per trasformare la realtà secondo delle traiettorie di sostenibilità poiché secondo Celestini il progetto di paesaggio riguarda più le mutazioni che le permanenze ed a questo dunque deve porre attenzione.

Ecco emerso il filo rosso che lega tutti gli appuntamenti di OPEN SESSION on LANDSCAPE di quest’anno, ognuno dedicato ad approfondire uno o più aspetti del Progetto di paesaggio nella contemporanea società liquida. NIP continuerà a raccontarveli, in diretta su social e blog e per i più curiosi non perdetevi le nostre interviste!

Guardale ora qui!

 ** Cristina Sciarrone, (2015) "Sul margine. Procedure strategiche e azioni tattiche per paesaggi in attesa", Tesi di Dottorato di ricerca.Università La Sapienza, Roma.



06.FEB.2017      Autore: Ludovica Marinaro
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