Another Lisbon Story
Il “Bairro da Torre”: un quartiere informale a due passi da Lisbona

Il Bairro da Torre è un quartiere a genesi informale, nato al lato dell'attuale aeroporto di Lisbona in seguito ad un'occupazione illegale da parte di popolazioni portoghesi, africane e gitane. Queste abitazioni non legalizzate sono frutto dell'assenza di una politica che non ha risposto negli ultimi anni alle carenze e necessità di quelle popolazioni con basso reddito, le quali hanno cercato mezzi alternativi per “risolvere” il problema della casa.

In questo contesto vivono al momento 62 famiglie, circa 300 persone, donne, bambini, uomini, anziani, persone con disabilità e in alcuni casi con gravi problemi di salute. Queste sono comunità ancora permeate da fortissimi legami sociali, etnici, familiari e da uno straordinario senso di collettività e appartenenza. Il documentario “Another Lisbon Story” realizzato da Claudio Carbone, mostra le condizioni di un quartiere senza igiene, con case precarie, senza fogne, non sempre con l'acqua a disposizione e con una discarica a cielo aperto che attira topi, serpenti e parassiti.

Questo il link per vedere il documentario https://vimeo.com/183845354

Recentemente ONU-HABITAT ha dichiarato nel rapporto “città del mondo” che l'attuale modello di urbanizzazione è insostenibile e che bisogna incontrare nuove forme urbane dato che la percentuale di persone che si sta trasferendo nelle città è in forte crescita. Si pensa che dall'attuale 54% della popolazione mondiale che vive in centri urbani possa salire nel futuro prossimo sino al 66%, con un ovvio aumento di realtà informali nelle nostre periferie.

Il tema delle baraccopoli per noi europei ha un gusto esotico (facile è il riferimento alle favelas brasiliane). In pochi sanno che queste sono realtà parallele che si sviluppano e si moltiplicano nei nostri suburbi, e le uniche istituzioni che se ne interessano sono associazioni senza scopo di lucro e università.

Proprio dall'incontro tra la comunità di Bairro da Torre e un gruppo di ricerca universitario della facoltà di Architettura di Lisbona, il Gestual (gruppo che cerca attraverso un’urbanistica emancipatrice di coinvolgere i residenti e i cittadini nel prendere decisioni rispetto al posto dove vivono), si è avviato attualmente un processo di inclusione nella società di questo quartiere stigmatizzato, con l'obiettivo di un futuro consolidamento ed integrazione attraverso la pianificazione urbana comune, sia attraverso pratiche di auto-produzione, sia attraverso movimenti di cittadini in difesa del loro diritto alla casa, diritto al luogo e diritto alla città.

Attraverso la creazione di strutture e spazi pubblici, anche se di genesi informale, si è innescato un processo di recupero delle parti abbandonate e povere della città, in cui tutti i cittadini possono partecipare attivamente, costruendo nuove attrezzature e condizioni di porosità del tessuto urbano, migliorando il consolidamento e l'immagine del quartiere all'esterno. Adesso, l'obiettivo principale è quello di ottenere alloggi dignitosi, se possibile attraverso progetti alternativi di auto-costruzione.

La sinergia tra la conoscenza accademica, la creatività e lo spirito di resilienza della comunità, sta portando reali modifiche territoriali e di emancipazione degli abitanti.

Articolo di Claudio Carbone

Foto di Claudio Carbone e Brecht De Vleeschauwer



04.NOV.2016      Autore: Redazione
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