San Venanzo: un laboratorio di idee e progetti per il paesaggio

La storia di S.Venanzo ha origini molte antiche che risalgono al periodo del massimo splendore della città etrusca di Velzna e della sua successiva trasformazione in Urbe Vetus, scaturita dalla successiva dominazione romana. La via Orvietana, che ancora oggi si collega alla Comunità di S. Venanzo, ha costituito per secoli la principale via di attraversamento del territorio, strutturando in epoca medioevale,  sui tanti poggi che circondano il borgo, un sistema di torri e di piccole fortezze di avvistamento che permettevano un’efficace difesa militare in caso di invasioni da parte di truppe nemiche.

S. Venanzo si caratterizza ancora oggi come una “città invisibile”, il cui territorio è caratterizzato da dieci piccole frazioni tutte collegate tra loro che formano un sistema di forma stellare che circonda il “capoluogo” della Comunità, dove vivono complessivamente poco meno di 2500 abitanti.

In questo delizioso borgo medioevale, si è svolto dal 13 al 17 settembre 2017, una manifestazione ricca di eventi di grande prestigio scientifico, artistico e culturale che hanno  ruotato intorno al Premio Internazionale Simonetta Bastelli, con un workshop stanziale ed un convegno internazionale diffuso.

Il tema  del workshop di quest’anno è stato “la città in campagna e la campagna in città"; questo tema progettuale è stato svolto da una trentina di giovani dottorandi di ricerca, provenienti dalle Università di Roma, di Milano, di Firenze, guidati nella loro sperimentazione progettuale da tutors delle rispettive Università e da prestigiosi paesaggisti di fama internazionale, quali Joao Ferreira Nunes dello Studio di Architettura Paesaggista PROAP di Lisbona e Perry Maas del prestigioso studio West8, Urban Design & Landscape Architecture di Rotterdam.

L’area d’intervento oggetto delle sperimentazioni progettuali, era quella del Monte Peglia, patrimonio naturalistico e paesaggistico per il quale è stata proposta la candidatura al Bando M.A.B UNESCO con la richiesta di inserimento nella lista delle aree naturalistiche considerati “ serbatoi di biodiversità” da conservare e proteggere. Ma il territorio di S. Venanzo presenta altre opportunità per lo sviluppo sostenibile del territorio, in particolare l’attiguo Parco vulcanologico, dove esiste un geo-sito che fa parte della rete mondiale dei geositi da conservare e da una diffusa rete di oltre 100 casali demaniali, in stato di abbandono, degrado o di prossime ruine.

Sotto la guida dell’infaticabile prof Achille Ippolito dell’Università La Sapienza di Roma, ideatore del Premio “Simonetta Bastelli" e fondatore dell’omonima Associazione che ha organizzato queste ricchissime quattro giornate, i gruppi di giovani dottorandi hanno presentato nell’ultima giornata della manifestazione, cinque interessanti progetti, tra cui è risultato vincitore il gruppo rappresentato dall’Arch Cristiana Costanzo, dell’Università La Sapienza di Roma.

In tale giornata, sono stati attribuiti premi anche tra gli oltre 150 progetti arrivati alla Giuria nominata dall’Associazione, tra cui Michelangelo Pugliese (categoria professionisti), Iskra Duric, Montenegro (categoria giovani), Simona Russo (categoria Tesi di laurea) ed Elisa Focone (categoria studenti).

Il Sindaco di S. Venanzo, Marsilio Marinelli, ha presieduto le premiazioni e si è congratulato con tutti i partecipanti alla manifestazione per l’elevato contributo di idee e progetti offerti gratuitamente alla Pubblica Amministrazione.

E’ convinzione di chi scrive che questo rapporto tra Università e Piccoli Comuni (al di sotto dei 5000 abitanti) e, soprattutto questo “metodo di lavoro” di cui va dato merito al suo inventore, Achille Ippolito e al suo caro amico Franco Zagari, dovrebbe essere esportato anche in altre realtà territoriali, vincendo quella diffidenza o indifferenza autarchica che ha spesso caratterizzato il governo delle Comunità più piccole d’Italia, dove risiede, però, la più alta potenzialità per uno sviluppo sostenibile e durevole che valorizza appieno tutte le risorse ed il patrimonio diffuso di cui esse, come a S. Venanzo, sono ricche e consapevoli.

 

 

Articolo e foto di Enrico Falqui



05.OTT.2016      Autore: Redazione
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