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La trasformazione del quartiere informale Cañada Real Galiana di Madrid

La Cañada Real Galiana è una delle 9 Cañadas Reales di Spagna, strade originariamente dedicate alla transumanza. La CRG ha una storia gloriosa, così le greggi entravano nella città di Madrid. Nel 900 inizia il suo decadimento parallelamente alla perdita d’importanza dell’allevamento. La Cañada Real Galiana viene così abbandonata e di lì a poco inizia la sua progressiva e disordinata occupazione, protratta fino ad oggi a causa dell’immigrazione, gentrification e crisi economica.

Oggi, è una città informale priva di servizi o collegamenti, che si sviluppa linearmente per 14 km, colonizzata da una popolazione eterogenea di 30.000 persone: un cammino centrale ai lati del quale sono state edificate costruzioni di vario tipo.

 

Il tessuto urbano della Cañada Real Galiana risulta suddiviso in sei settori, divisione scandita da interruzioni infrastrutturali e fortemente sentita dalla popolazione. I sei settori sono completamente diversi, i primi tre sono ormai radicati nel comune limitrofo, il quattro e cinque sono totalmente separati dalla città; infine il sei, il vero dramma sociale della Cañada Real Galiana ospita il più grande mercato di droga d’Europa e la discarica di Madrid.

Risulta evidente che eventuali interventi, trattandosi di situazioni così eterogenee, devono necessariamente adattarsi alle caratteristiche dei singoli settori.

Ho sviluppato il mio progetto di tesi nel settore 5, confinante con Rivas, anch’essa città dormitorio, che tuttavia può fornire un facile accesso ai servizi primari. Le due città sono ancora separate da un muro che rappresenta un segno tangibile della politica che le ha sempre mantenute separate.

 

Il mio progetto si propone di intervenire in questo tratto della Cañada Real Galiana, interrompendo il suo isolamento dal contesto cittadino creando una soluzione di continuità con il centro di Rivas. Il progetto prevede la generazione da una rete stradale a “loop”, che circoscriva la struttura all’interno della quale sorgerà un luogo urbano in grado di soddisfare la richiesta di tempo libero e di aggregazione degli abitanti di entrambi i centri. 

 

L’intervento architettonico consiste nella creazione di uno spazio pubblico libero e permeabile, che potrà ospitare una varietà di attori e attività (alcune esplicite, altre indotte dallo spazio ed altre ancora lasciate alla più totale imprevedibilità) e che favorisca il dibattito e il confronto tra realtà eterogenee al fine di farlo diventare un luogo identitario. L’area di progetto è pensata come un common ground; gli spazi creati, pur differenziati tra loro, non dovranno produrre alcun tipo di gerarchia. Ho quindi pensato a una superficie distribuita in modo graduale su livelli diversi, ma nello stesso tempo continua, i cui spazi non sono mai distinti da barriere fisiche.

 

La Cañada Real di Madrid è solo una delle tante città informali, che certamente rappresentano una delle grandi emergenze del futuro.  Gli aspetti problematici di queste città informali sono in larga parte riconducibili all’isolamento sociale e fisico degli abitanti, spesso abbandonati nella totale assenza di servizi minimi. La mia tesi cerca di sviluppare una strategia d’intervento che porti all’annullamento dell’attuale separazione netta esistente tra città formale e informale.

 

Articolo e immagini di Elena Cantoni



23..2016      Autore: Redazione
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