Vennbahn
Da linea ferroviaria a pista ciclabile nel cuore dell’Europa

Si tratta di una delle piste ciclabili su tracciati ferroviari più lunghe d’Europa. Il suo nome è Vennbahn, letteralmente “ferrovia della Venn”, e prende il nome da un altopiano situato tra Belgio e Germania. Attraversa tre Stati per centoventicinque chilometri dalla tedesca città di Aquisgrana fino a Trois Vierges, in Lussemburgo, immergendosi nei paesaggi delle regioni dell’ Eifel, delle Ardenne e della riserva naturale dello Hohes Venn e ricalca il percorso di una storica linea ferroviaria per il trasporto transfrontaliero di merci e persone realizzata alla fine dell’800 e quasi interamente distrutta nel 1945.

Oggi è un progetto paesaggistico internazionale dedicato ad escursionisti a piedi, in bicicletta e a cavallo che presenta due qualità comuni a tutti gli itinerari realizzati su linee ferroviarie dismesse: una pendenza minima (inferiore al 2%) che lo rende accessibile a tutti, e un sistema diretto di connessioni, che permette spostamenti veloci. Il passaggio tra le colline inoltre permette uno sguardo sulla campagna, lussureggiante e di un verde intenso, ricca di pascoli, di corsi d’acqua abbondanti e di piccoli borghi in cui le attività umane si compongono con il paesaggio in modo armonico, dando forma a scenari rurali sempre diversi: il luogo ideale per un viaggio lento a contatto con gli elementi della natura, in cui ogni tappa è scandita da una vecchia stazione dismessa o adibita a museo storico.

E’ un percorso che interpreta e trasmette la cultura e i valori identitari di una vasta regione, poichè ricalca un tracciato che ha segnato la storia produttiva e commerciale dell’Europa centrale, ridisegnando più volte i confini geografici tra il Belgio e la Germania; a preservare la memoria di un recente passato oggi tantissimi escursionisti calpestano avanti e indietro lo stesso suolo su cui correvano i binari, consolidandone le tracce e rinnovandone il significato. Un esempio virtuoso di divulgazione dei valori paesaggistici, di esaltazione dell’identità collettiva, di trasmissione della memoria storica, di promozione del turismo sostenibile, di visione progettuale in grado di superare i confini nazionali.

Articolo e foto di Lorenza Fortuna



07..2016      Autore: Redazione
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