IX Biennale Internazionale di Paesaggio di Barcellona
29–30 settembre e 1° ottobre

Tra poche settimane si apriranno i battenti della 9° Biennale Internazionale del Paesaggio a Barcellona e il suo titolo, affascinante quanto misterioso, si appresta ad accendere una discussione non soltanto sui 10 progetti realizzati selezionati per il tradizionale concorso in ricordo di una celebre paesaggista catalana Rosa Barba, quanto piuttosto sul ruolo dell'architetto paesaggista, del paesaggista e del giardiniere (come ama auto definirsi Gilles Clement) nel campo dei nuovi processi di rinnovamento, rigenerazione e re-invenzione dei sistemi urbani e metropolitani contemporanei.

La manifestazione di quest'anno infatti favorisce l'approfondimento e la scoperta di nuovi comportamenti nell'uso della città contemporanea guidando la discussione verso un ripensamento delle vecchie certezze in favore di nuove sensibilità. Proprio ad agosto, durante un simposio internazionale presso il Landscape Institute Pennsylvania a Philadelphia, il paesaggista francese Henri Bava si è spinto fino ad affermare che la città del futuro nella quale il paesaggista è chiamato ad operare può essere considerata come “la tela di un quadro” in ragione della quale il paesaggista moderno dovrebbe assumere il ruolo di un “decoratore” per soddisfare le esigenze di un cliente molto difficile. Henri Bava prefigura un ruolo per il paesaggista moderno capace di lavorare in concerto con i pianificatori urbanisti e con gli architetti della città assumendo il ruolo congiunto dei designer dell'estetica urbana e di planner di funzioni in spazi pubblici quali parchi, spazi verdi e spazi dismessi che costituiranno una risorsa strategica per il paesaggio urbano di domani. In altre parole in questa 9° Biennale Internazionale del Paesaggio a Barcellona è assai probabile che assisteremo ad un dibattito nel quale si prefigura un ruolo più complesso e più decisivo dei paesaggisti nei processi di trasformazione delle aree urbane e dei grandi sistemi metropolitani. Nello stesso simposio a Philadelphia Martha Schwartz ha tenuto un appassionato intervento per fare riflettere l'opinione pubblica sul fatto che i duri e freddi eventi catastrofici derivanti dalla destabilizzazione del sistema climatico impongono un'azione collettiva ed un cambiamento della volontà politica in tutti i sistemi urbani e metropolitani esistenti sulla terra poiché è da quetste realtà che proviene il maggior rischio di collasso ecologico del pianeta ma, sostiene la Schwartz, paradossalmente provengono le maggiori potenzialità di trasformazione del contesto esistente in paesaggi di qualità per il Domani.

Per questi motivi siamo fiduciosi che questa Bienneale Internazionale del Paesaggio a Barcellona non sarà un semplice galleria espositiva di buone pratiche e di buoni progetti ma potrà diventare un incubatore di allargamento dell'influenza dell'architettura del paesaggio e del ruolo del progetto a spazi, temi, funzioni e rappresentazioni fino a oggi destinati ad essere dominio esclusivo di pianificatori urbani, di ingegneri del territorio e di architetti dediti alla spettacolarizzazione degli usi tecnologici in architettura.

 

http://www.coac.net/landscape/

 

Per programma symposium:

http://www.coac.net/landscape/pdfSimposium.html

 

Articolo e foto di Enrico Falqui



02..2016      Autore: Redazione
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