Greening Ciompi Square
Alle origini del workshop

All’origine di questa vicenda c’è un colpo di fulmine. Quello avvenuto al congresso IFLA a Torino, lo scorso aprile, fra un gruppo di studenti di architettura del paesaggio di Firenze e Pablo Georgieff, uno dei fondatori dell’atelier parigino COLOCO . << Di Pablo ci hanno colpito la vitalità, la passione e l’amore sconsiderato per i luoghi e soprattutto per le persone – affermano Caterina Biancoli e Leonardo Marzotti, studenti, fra i promotori del progetto. – Il suo modo di raccontare ha rapito tutta la sala e ci ha lasciati a bocca aperta>> . Da questo incontro è nata l’idea di organizzare un workshop a Firenze in collaborazione tra il Dipartimento di Architettura DIDA e l’Atelier di paesaggio urbano COLOCO. Esso sarà soltanto il primo di una serie di sperimentazioni progettuali promosse dal Landscape Design Lab, il neonato laboratorio di architettura del paesaggio volto ad integrare il sistema dell’Ateneo fiorentino.

Il luogo scelto per l’esercitazione è piazza dei Ciompi. Con un toponimo che ricorda il tumulto popolare del 1378, la piazza non è effettivamente esistita sino agli sventramenti del 1939, operati su un intrico di vicoli e case rionali bisognose di “risanamento”. Nel 1955 venne qui ricostruita la vasariana Loggia del Pesce.

Anche ai giorni nostri i Ciompi continuano a sollevare gli animi dei fiorentini: dopo anni di divergenze, a marzo 2016 si sono demolite le baracche coperte di amianto, costringendo lo storico mercatino delle pulci a traslocare altrove. Tuttavia il Comune non sembra ancora avere le idee chiare su cosa fare di questo luogo. Dopo aver indetto una maratona dell’ascolto, promesso una nuova pavimentazione, aver detto sì allo street food per poi ritrattare appena dopo sotto le proteste dei residenti, preoccupati per il possibile aumento della “movida”, ad oggi sembrano confrontarsi due progetti: uno per la reintroduzione del mercatino, l’altro per la trasformazione della piazza in un “giardinetto” di quartiere.

L’idea del workshop Greening Ciompi Square è quella di fornire un’alternativa. Il metodo sperimentale che si utilizzerà sarà quello dell’atelier COLOCO che consiste nel recupero di un rapporto più diretto tra le persone e i luoghi in cui vivono secondo un principio denominato l’invito all’opera: basta con fogli, progetti, carte, è ora di tornare ad occuparci fisicamente del paesaggio-bene comune attraverso una costellazione di piccole azioni concrete che lo trasformino secondo le reali necessità collettive.

L’incontro preparatorio, avvenuto il 6 e 7 giugno, ha visto un confronto a tratti anche piuttosto acceso fra i residenti e il team promotore del workshop. Al giorno d’oggi, forse sembra impossibile che possa esserci qualcuno che si impegni per il puro gusto di mettersi in gioco ed imparare qualcosa; si teme che ci sia per forza un secondo fine, oppure che i “giovani e inesperti paesaggisti” vogliano snaturare un luogo storico. Niente di tutto ciò.

L’intenzione è invece quella di invitare tutti, cittadini compresi, ad una festa sociale, verso la fine di ottobre, per una full-immersion in cui si realizzeranno tutti assieme i progetti degli studenti. Questo allestimento di arte civica darà l’opportunità di organizzare un installazione che reinventi, anche se temporaneamente, il grado zero della Piazza. Così dice il prof. Enrico Falqui, che guida il team: << Vogliamo far vivere per un paio di giorni una realtà immaginaria a chi frequenta il quartiere, una realizzazione dei sogni, un immaginario collettivo che si concretizza. Noi ci mettiamo la faccia. >>

Quel che è sicuro è che nei prossimi mesi sentiremo ancora parlare di Greening Ciompi Square.

 

Articolo di Sara Dei

Photo Credits Enrico Falqui e Sara Dei



27.LUG.2016      Autore: Redazione
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