L'arte di giocare
Nuove sculture per divertirsi in città

Come tutti sanno, ai bambini basta poco per divertirsi, e quanto meno i loro giochi sono specifici, tanto più la loro fantasia è in grado di scatenarsi. Questo semplice assunto è alla base di una visione progettuale profondamente diversa da quella che produce i giardini e i giochi standardizzati tanto diffusi nelle città. Se giocare è un modo per conoscere se stessi e gli altri, sviluppare capacità motorie, aumentare abilità individuali e collaborative, condividere momenti di benessere, trovare ovunque gli stessi giochi riduce di molto tali possibili esperienze.

Molti progettisti lavorano oggi alla ricerca di una nuova idea di gioco urbano che sia al tempo stesso elemento di design formalmente integrato nel progetto e luogo di infinite sperimentazioni d’uso, attrattivo per individui di tutte le età, non esclusivo, e diverso da tutti gli altri, poiché dipendente dal luogo in cui è inserito.

 Esempi virtuosi di questi progetti sono piuttosto diffusi nel nord dell’Europa ma ancora rari in Italia, dove per molteplici fattori si assiste spesso ad una gestione del paesaggio completamente disinteressata e ostile alle sperimentazioni, causa di una generalizzata tendenza all’omologazione e all’appiattimento delle diversità.

 Un momento interessante di connubio tra l’esperienza nordeuropea e il giardino italiano si è avuto a Salerno, dove nel 2011 la ditta tedesca Kukuk ha portato architetti e carpentieri per realizzare un giardino i cui giochi sono enormi alberi a testa in giù: gli stessi alberi che prima erano vivi, in quel giardino, e che il comune dovette abbattere. Esperienza esemplare di gestione del ciclo di vita degli elementi naturali, di rispetto dell’identità locale, di uso logico ed ecologico delle risorse ambientali, di creatività. Le realizzazioni di Kukuk in Germania sono così numerose da non poterle elencare e così immerse nel paesaggio da mostrare una gamma molto diversificata di soluzioni progettuali, tutte concepite come opere d’arte e realizzate quasi interamente in assi legno lasciate secondo il naturale sviluppo della fibra, in armonia con la natura.

Una giovane associazione fiorentina, Artbox, si sta muovendo per cercare di attivare anche in Italia un processo di sperimentazione del campo progettuale del campo giochi, i “giochi WOW”. Il gruppo si ispira all’esperienza della ditta tedesca, con la quale uno dei membri collabora da più di dieci anni, e ne importa sia il modello educativo che le conoscenze pratiche di realizzazione, che rispettano parametri europei di sicurezza per il gioco dei bambini (normativa UNI 11123 del 2004). L’auspicio è che, partendo dall’appoggio di istituzioni private quali le scuole Waldorf, in cui finora sono stati portati avanti due progetti, questa esperienza possa sensibilizzare le amministrazioni pubbliche verso tipologie di gioco innovative, capaci di stimolare l’apprendimento e la collaborazione e di inserirsi con nuovo spirito creativo nei contesti urbani.

Per saperne di più su Kukuk: http://www.zumkukuk.de/en.html
su Artbox e i “Giochi WOW”: http://artbox.altervista.org/giochiwow.html

 

Articolo di Lorenza Fortuna

 

 



27.APR.2016      Autore: Redazione
CONDIVIDI