DENTRO LA MENTE DI ALVARO SIZA VIERA
DAL CICLO DI CONFERENZE INSIDE A CREATIVE MIND
FONDAZIONE GULBENKIAN DI LISBONA

Vivo a Lisbona da sole tre settimane, dove lavoro come ricercatore in un gruppo socio-territoriale all'interno della facoltà di architettura. Città estremamente creativa e propositiva, cerca attraverso numerosi seminari e conferenze di aiutare le nuove leve di architetti ad incontrare alternative progettuali in un periodo non facilissimo per la nostra professione.

Tra i vari cicli di conferenze, uno molto interessante al quale ho avuto modo di partecipare è "inside a creative mind" Arquitetura Portuguesa / Criatividade e inovaçao, presso la Fundação Calouste Gulbenkian che propone un'esposizione sul processo creativo in architettura dove verranno presentati sette progetti disegnati dagli atelier di riferimento portoghesi: Alvaro Siza, Gonçalo Byrne, Francisco e Manuel Aires Mateus, João Luís Carrilho da Graça, Inês Lobo, José e Nuno Mateus - Portogallo ARX e Eduardo Souto de Moura.

Questo progetto è destinato ad informare il modo particolare e unico di pensare di questi architetti e la ricchezza del loro lavoro quotidiano, il lungo viaggio che parte dalle prime idee sino ad arrivare alla costruzione finale dell'opera. La mostra completa il ciclo di conferenze, con lo stesso titolo, in cui il primo ospite è stato l'architetto portoghese premio Pritzker del 1992 Alvaro Siza Viera.

"Quello che vogliamo in questa stanza è mostrare una parte dell'architettura portoghese. Abbiamo selezionato sette esempi di rigore, di serietà e di amore per la professione", dice all'inizio della presentazione l'organizzatrice Eduarda Lobato Faria "il cammino dell'architetto è una lunga strada, densa e spesso tortuosa" aggiunge, spiegando che ha fatto questo progetto anche pensando agli studenti della Facoltà di Architettura dell'Università di Lisbona. "Ho voluto mostrare il metodo di lavoro focalizzato su un solo progetto, dalla prima idea all'opera finita."
Ed è proprio di molti studenti che si riempe la sala dove Alvaro Siza si presenta e intraprende un'intervista, dall'aspetto informale, con la coordinatrice dell'evento.

Come Álvaro Siza Vieira comincia un progetto? "Spaventato", risponde di se stesso, "Ma bisogna vincere la paura e cominciare immediatamente a disegnare ipotesi su carta, spesso anche senza senso."

Lobato Faria chiede all'architetto che rappresenterà il Portogallo alla prossima biennale di Venezia con il tema "architettura sociale" se ci fosse qualche differenza tra la progettazione di alloggi sociali o qualsiasi altro progetto. La risposta è stata negativa e ricorda i tempi del processo SAAL (Servizio Ambulatorio di Appoggio Locale) dopo la liberazione portoghese del 25 aprile 1974.

"Ci sono stati colleghi che mi hanno detto, 'Tu non ci servi per questo lavoro, hai fatto solo progetti per borghesi.' Ecco perché è diventato il mio campo. Quando si esegue un progetto, si deve parlare con il signore, con la madre, con un vicino di casa… non cambia nulla, è più lungo ma più fruttuoso". La risposta di Siza arriva poco dopo l'aver criticato "l'idea che oggi un architetto è un lusso, e che l'architettura è per ricchi."

Dal pubblico uno studente chiede quali sono le qualità che un architetto dovrebbe avere. "Fondamentalmente, l'architetto fa sempre la casa per se stesso... Poi deve essere in grado di dialogare, di realizzare desideri e bisogni."

A Siza Vieira seguiranno altre sei conferenze che accompagneranno l'esposizione fino al 6 giugno presso la Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona.

More info:
http://www.gulbenkian.pt/Institucional/en/Homepage

Articolo di Claudio Carbone



15.APR.2016      Autore: Redazione
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