31 Mar 2016 ZAHA HADID 1950-2016

It is with great sadness that Zaha Hadid Architects have confirmed that Dama Zaha Hadid, DBE died suddenly in Miami…”

Oggi titola così l’home page del sito Zaha Hadid Architects. Donna eccentrica, creativa e rivoluzionaria, ha segnato la storia dell’architettura contemporanea e nel 2004, per la prima volta, ha tinto di rosa il più importante riconoscimento nel campo dell’architettura mondiale: il Premio Pritzker.

Il suo nome completo era Dame Zaha Mohammad Hadid: di origini irachene poi diventata londinese fu scoperta dal giovane Rem Koolhaas e da Peter Cook, il leader degli Archigram, che la individuò presto come la promessa.

E non si sbagliava: di lì a poco è stata etichettata archistar al pari dei grandi nomi della scena dell’architettura globale. Occhi neri e atteggiamento altero, amava indossare gioielli appariscenti che sfoggiava con lo stesso portamento di una diva. I suoi progetti sono lo specchio di una personalità esuberante e per questo spesso criticati per essere costosi e autoreferenziali.

Ma la sua architettura ha segnato un’epoca. Il suo interesse era integrare architettura, paesaggio e geologia con l’utilizzo di materiali e soluzioni tecnologiche innovative. Il risultato sono forme architettoniche imprevedibili che sembrano fluttuare tra cielo e terra.

Il Vitra Fire Station a Weil am Rhein, in Germania, è stata la sua prima realizzazione. Un’architettura che risale al 1993 e che ha aperto le porte ad un nuovo modo di pensare al progetto rendendolo parte integrante del paesaggio circostante. I setti in cemento sono congelati in un movimento ascensionale e l’edificio, sospeso in uno stato di tensione, crea un senso di instabilità. La stazione dei pompieri è estrusione e estensione del paesaggio agricolo su quale è fondato.

Come spesso accade per le archistar, molti suoi progetti sono caratterizzati da una certa spettacolarità, ma a noi piace ricordarne la sua sensibilità ai temi del paesaggio e dello spazio urbano, interpretati con un linguaggio architettonico originale e non convenzionale.

Zaha Hadid è stata inoltre un riferimento per tutte noi che combattiamo in un ambiente professionale ancora troppo maschilista.

Il cuore è capace di balzi creativi che generano tanta bellezza, ma purtroppo a volte non perdona.

 

Articolo di Claudia Mezzapesa



01.APR.2016      Autore: Redazione
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