UGENTO Tra rinaturalizzazione e salvaguardia
Tra rinaturalizzazione e salvaguardia
PROAP, João Nunes

L’area costiera del Comune di Ugento, diventata Parco Naturale Regionale dal 2007, rappresenta una delle più rilevanti aree del paesaggio litoraneo pugliese e ciò sottolinea l’importanza naturalistica dell’area, che necessita di importanti interventi a tutela dei tre ecosistemi presenti: la fascia costiera caratterizzata dal sistema di dune, la zona umida in corrispondenza dei sette bacini del sistema di bonifica e la fascia pedecollinare a carattere prevalentemente calcareo con fenomeni carsici.

La degradazione degli habitat causata da un’eccessiva fruizione dell’area nel periodo estivo dai turisti, un sistema infrastrutturale di transizione sconsiderato dei veicoli a motore in prossimità della costa e la mancanza di regolamentazione nell’uso della risorsa idrica, rappresentano le maggiori criticità di quest’area prossima alla perdita di biodiversità e depauperamento del patrimonio naturalistico, storico e culturale.

Il comune ha così bandito un concorso per l’acquisizione di una proposta progettuale finalizzata alla “ Valorizzazione e riqualificazione integrata dei Paesaggi Costieri del comune di Ugento” al quale ha partecipato lo studio PROAP classificandosi al secondo posto. Il progetto redatto consente di tenere nella giusta considerazione i valori storici e paesaggistici, legati alle componenti ambientali delineando, non solo un efficace modello di tutela del sito, ma anche predisponendo un nuovo approccio per l’utilizzo dell’area in una chiara prospettiva di sostenibilità.

 

Dalla visione dell’area il sistema acqua è predominante, ecco perché la proposta mira a ricreare un sistema di bacini e canali per il drenaggio e la regimentazione delle acque allo scopo di bonificare il terreno e recuperare grandi aree fertili da poter destinare alla produzione agricola; delocalizzata la mobilità carrabile sulla strada provinciale più interna esistente, le aree sono rese accessibili mediante una rete di percorsi ciclopedonali, rinaturalizzazione di quegli esistenti come nuovi elementi d’interazione e d’esperienza conoscitiva del paesaggio.

Nello specifico i percorsi sono interessati da diverse tipologie d’intervento in base alla loro localizzazione e assicurano un incremento della biodiversità, la ricostituzione di habitat in fase degenerativa e il rallentamento del flusso delle acque, ricostituendo in parte quell’ equilibrio ambientale che compone l’intero sistema.

In alcuni casi questi bacini vengono sorvolati dalle piste ciclo-pedonali, che dalla terraferma si addentrano nelle acque poggiando su palificazioni in legno, e che all’ occorrenza vengono dotate di aree dedicate alla sosta per semplici funzioni di relax, come pure, nel caso di aree attrezzate in maniera specifica nei luoghi più funzionali, quelle della pesca e del bird-watching.

Tutto il progetto costituisce un nuovo modo di pensare agli spazi pubblici, rinaturalizzando le aree in prossimità del litorale si restituisce al paesaggio un ruolo primario, di tutela e salvaguardia.

 

 

Articolo di Chiara Santi



23.NOV.2015      Autore: Redazione
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