Water-front di Melendugno
Delocalizzazione e controllo del carico dei visitatori
PROAP, João Nunes

Il comune di Melendugno, situato nel Salento centro-orientale in provincia di Lecce, con il supporto della Regione Puglia, aveva bandito un concorso nel Marzo del 2013 nell’ambito dei Progetti integrati di Valorizzazione e Riqualificazione dei Paesaggi Costieri. Lo scorso Settembre è stato giudicato vincitore lo studio di architettura del paesaggio PROAP dell’architetto di fama internazionale João Nunes. La competizione era stata preceduta da una fase di progettazione dal basso che ha impegnato con risultati sorprendenti la comunità melendugnese, in un esperimento di urbanistica partecipata.

Uno dei concetti cardine del progetto è la delocalizzazione e il controllo del carico dei visitatori che ogni anno nel periodo estivo provoca un impatto negativo sul sistema di equilibri sottili della costa salentina.

Dall’analisi della viabilità è emersa la presenza di infrastrutture invasive, come la strada costiera, che, in alcuni tratti, passa a ridosso del mare in aree ancora naturali costituendo un grave danno ecologico. A seguito la decisione di eliminare la strada litoranea, nei tratti non urbanizzati, come arteria principale per l’accesso alle aree costiere, tale funzione verrebbe invece svolta da una strada già esistente più interna, con adeguamento di alcuni tratti, convogliando il traffico turistico lontano dalle aree marittime.

Inoltre la delocalizzazione delle aree di sosta, evitando la massiva concentrazione in pochi grandi parcheggi, e, a partire da queste, l’avvicinamento perpendicolare delle strade alla costa si concretizzerebbe con il parziale disgregamento del manto stradale, convertendole così da strade carreggiabili a percorsi pedonali costituiti dal materiale autoctono e da parte del manto stradale mantenuto. Questa transizione materializzerebbe il contatto tra il concetto di “spazio” del Museo ecologico, luogo di osservazione, e quello di “tempo”, insito nei processi di trasformazione, evidenziato nella differente velocità di percorrenza dei diversi percorsi naturali e stradali.

La strada è il percorso di collegamento ma anche, prima di tutto, il percorso di lettura ed interpretazione, uno strumento di connessione che diventa un’esperienza conoscitiva ed è parte integrante e essenziale della nuova struttura di appropriazione della proposta progettuale. Altro aspetto importante è l’assenza di una tipologia standardizzata per i percorsi ciclopedonali e i sentieri naturalistici, il progetto fa della diversità un principio fondatore creando diversi ambienti che provochino diverse relazioni tra i fruitori e il luogo.

Il materiale recuperato dalla demolizione di parte della strada verrebbe infine riutilizzato sia per l’adeguamento di alcuni tratti della strada esistente più interna, sia per la realizzazione di alcuni water-front, nel pieno principio del “Reduce, Reuse, Recycle”.

 

Questa operazione progettuale potrebbe essere riproposta in molte aree costiere italiane che presentano le stesse peculiarità.

 

Articolo di Margherita Vestri



18.NOV.2015      Autore: Redazione
CONDIVIDI