Dutch Windwheel Rotterdam
Rotterdam

“Qualsiasi cosa dicano di me i mortali - non ignoro, infatti, quanto la Follia sia portata per bocca anche dai più folli - tuttavia, ecco qui la prova decisiva che io, io sola, dico, ho il dono di rallegrare gli Dèi e gli uomini…”.

L’Elogio della Follia, saggio scritto cinquecento anni fa da uno dei più illustri cittadini di Rotterdam, tale Erasmo, inizia così.
E sembra che nella città ospitante il più grande porto commerciale d’Olanda e d’Europa la follia, quella buona, si trovi a suo agio ancora oggi che siamo negli anni dieci del 2000. Mescolando poi questa tendenza con una delle più tipiche costruzioni olandesi, ossia i mulini a vento, si ottiene un progetto che entro il 2020 mira a inserire all’interno di una turbina a vento, quel vento tanto caro agli olandesi, un insieme di appartamenti ed attività commerciali.
La spinta olandese verso un sempre maggiore utilizzo di energie rinnovabili raggiunge quindi un punto importante, poiché la costruzione, oltre che innovativa per la fusione tra una turbina eolica e l’insieme di attività e unità abitative, rappresenterebbe un passo avanti nella concezione dei mezzi per lo sfruttamento dell’energia eolica.

Nessuna grande pala in movimento, bensì un complesso sistema elettromagnetico (EWICON – Electrostatic Wind energy CONverter), al momento sperimentato solamente in laboratorio dalla Delft University of Technology con il contributo della Wageningen University, che sfrutterebbe l’azione del vento per trasportare delle piccole gocce d’acqua prodotte da tubi e anelli meccanici in un campo di elettrodi positivi. Una volta raggiunti gli elettrodi, l’energia potenziale sprigionata viene catturata e trasformata in energia elettrica. Così facendo, insieme alla ingombranti pale, sparirebbe anche qualsiasi forma di inquinamento acustico.

Tornando al progetto vero e proprio, la Dutch Windwheel è composta di due anelli tridimensionali molto luminosi e costruiti con una struttura di acciaio e vetro, con fondamenta poste al di sotto del livello del mare: sembrerà così che tutto il plesso fluttui sull’acqua.

Nell’anello esterno sarà installata una ruota panoramica composta da quaranta cabine che scorreranno su una sorta di rotaia mentre nell’anello interno troveranno spazio un ristorante, un hotel, appartamenti, zone commerciali e numerosi negozi.

Per la realizzazione saranno utilizzati materiali dismessi e o riciclati provenienti da varie aree della regione di Rotterdam, tra cui il porto e la vicina area siderurgica, rimarcando ancora una volta la strada intrapresa dall’Olanda in chiave di sostenibilità e recupero di materiali e aree in disuso.
Recupero che avverrà anche in chiave economica: il team dello studio di architetti DoepelStrijkers ha previsto che le numerose visite alla struttura garantiranno entro dieci anni una copertura dei costi di costruzione.

Last but not least il fatto che una struttura come il Dutch Windwheel genererà, oltre che l’energia elettrica necessaria per il fabbisogno della struttura, numerosi posti di lavoro.
Il primo passo è stato fatto, entro il 2020 sapremo se questa struttura innovativa avrà preso vita e se, visti i presupposti, sarà stato ideato un nuovo modo di fondere nuove intuizioni tecnologiche all’interno di spazi dedicati alla vita di tutti i giorni.

 

Articolo di Niccolò Chiuppesi

Foto di Doepel Strijkers ©

 

Per maggiori informazioni: http://www.doepelstrijkers.com/projects/110/Dutch+Windwheel/

http://dutchwindwheel.com/en/index



12.MAG.2015      Autore: Redazione
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