ISOLE NEL VERDE
Una scuola all'aria aperta

Concepire una scuola in un paese complesso, sotto ogni punto di vista, come l’India, non consiste soltanto nell’offrire una struttura scolastica dignitosa agli abitanti di un villaggio sottosviluppato, ma è anche una riflessione su cosa significhi progettare in determinate condizioni e, nel caso specifico, vuole poter costituire una delle possibili risposte al tema dell’allagamento in tutte le zone con simili problematiche.
L’area di progetto, infatti, si trova a K Plot, un’isola formata dalle ramificazioni del fiume Gange e del golfo del Bengala, che, durante la stagione monsonica, trasformano il territorio in una vasta pianura alluvionale. Campi di cereali e ortaggi, giungle di palme, strade in terra battuta e mattoni e stagni verdastri si susseguono in modo del tutto casuale e senza direzionalità intenzionali sull’isola.

L’obiettivo è giungere a un unico disegno progettuale in armonia con il luogo, mantenendo una proporzione adeguata all’esistente e offrendo altresì idonei spazi per l’apprendimento.
Si adoperano inoltre tecnologie e materiali autoctoni, al fine di coinvolgere direttamente la popolazione e la manodopera locali. Gli spazi coperti devono poter essere fruibili durante tutto l’anno e a ogni ora del giorno, nell’ottica di un edificio vissuto anche come un luogo di ritrovo o di lavoro per la popolazione tutta.
L’approfondita progettazione bioclimatica si traduce quindi in un polo scolastico suddiviso in piccoli padiglioni, ripetuti ai fini dell’economicità e della semplicità di realizzazione, rialzati di un metro dal terreno con una struttura a palafitte in bambù, collegati tra di loro tramite piattaforme, soprelevate alla stessa quota delle strade e immersi, come isolette, in un grande spazio verde, utilizzabile per il gioco e lo sport.

I materiali, la tipologia e la tecnologia costruttivi sono calibrati in conformità a studi di sole, venti e precipitazioni. I corpi sono orientati in direzione nord-sud, per massimizzare lo sfruttamento delle brezze naturali.
Le pareti disposte a est e ovest sono chiuse con il sari, un tessuto di artigianato locale, che filtra i raggi solari, diffondendo una luce colorata e schermando il calore. La copertura è una lamiera ondulata, piegata alle estremità, ideale per proteggere dagli agenti atmosferici e mantenuta sollevata per consentire il passaggio di aria all’interno dell’aula.


La disposizione delle singole panche e banchi di legno può essere modificata a seconda che si svolgano lezioni tradizionali, lavori sperimentali o attività di gruppo, in modo da permettere la massima flessibilità possibile. I padiglioni sono distanziati da regolari filari di neem, alberi molto diffusi in India, la cui funzione è offrire gradevoli zone ombreggiate all’aperto e schermare i prospetti a ovest, oltre a organizzare lo spazio aperto.
Un bosco di bambù fornisce materiale di ricambio per le strutture di progetto, mentre i giochi realizzati in legno si distribuiscono nel verde, ottenendo una sinergia tra gli spazi.

A cura di Irene Manera



25.FEB.2015      Autore: Redazione
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