Pomodoraia Opificio Contemporaneo
Il premio al "Concorso a tema di iniziativa della Regione Umbria - Ambito 1 Area ex Valtrasimeno Comune di Castiglione del Lago"

La Regione Umbria ha indetto un concorso per l’acquisizione di proposte progettuali per la rigenerazione urbana, ambientale, paesaggistica ed il recupero funzionale di quattro aree produttive parzialmente in disuso in quattro diversi ambiti: Castiglione del Lago, Perugia, Cascia e Terni.
Il progetto risultato vincitore per la rigenerazione dell'area ex Valtrasimeno di Castiglione del Lago prevede soluzioni che procedono a scale e tempi diversi per un uso temporale/temporaneo degli spazi, la conservazione e il consolidamento dell’originario carattere di opificio, luogo di lavoro e di produzione di beni, e l'identificazione dell'area quale nuovo inconfondibile accesso alla città.

Nuove funzioni in grado di attirare persone e facilitare l’incontro e la convivialità definiscono l'intorno di quello che sarà un opificio pienamente contemporaneo: una loggia per il mercato coperto, serre dedicate al mercato dei fiori e alla didattica, spazi per la ricettività.

Per i volumi degli stabilimenti dell'ex Valtrasimeno è stato ipotizzato il pieno sfruttamento del corpo originario attraverso spazi di co-working basati su criteri di reversibilità e adattabilità, che facilitino riconfigurazioni parziali o anche totali dello spazio, un FAB LAB dove si confrontino il banco da falegname e Arduino, una meeting room con vista, un caffè con ciclofficina annessa.

La piena integrazione dell'area nel tessuto urbano avviene attraverso un ripensamento della sua permeabilità. Un sistema di piste ciclabili permette di attraversare l'area e raggiungere il centro abitato dalla ferrovia. La pista non segue l’intero tracciato stradale ma invita i ciclisti a nuovi percorsi per godere del paesaggio da nuovi punti di vista.

La fascia dei giardini, con piantumazioni prevalentemente di fiori, non è altro che il cono ottico che inquadra la vista di Castiglione dall’area d’intervento. Il giardino diventa un anello di congiunzione all’interno di un più ampio percorso ecologico tra l’habitat del lago con la sua vegetazione umida riparia, i campi agricoli e il Bosco del Ferretto.

L’intero progetto, nelle sue diverse scale e tematiche, si muove attorno all’idea che per rivitalizzare un’area, cara agli abitanti ma ormai in stato di disuso, è necessario indurre le persone a frequentarla, attraverso la creazione di nuove funzioni, di luoghi piacevoli e di interesse comune.

a cura di 

Margherita Bagiacchi
Camilla Bernstein
Silvia Pucci
Elena Ronchi (capogruppo)
Giulia Squeo



03.DIC.2014      Autore: Redazione
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