ECOMUSEO "OLHA LISBOA"
Proposta di valorizzazione delle visuali panoramiche di Lisbona

Lisbona è una città dalle origini antichissime, il suo nome deriva dal primo insediamento fenicio “Olissipo” ovvero “porto che incanta”, la capitale fonda infatti le sue radici sulla sponda settentrionale dell'estuario del fiume Tago, situata in una zona di transizione tra Oceano Atlantico e Mar Mediterraneo, tra Africa ed Eurasia, assumendo un “ruolo di interfaccia” tra la terra e l'acqua e comprendendo un livello di biodiversità superiore alla media delle altre città europee.

Lisbona è senza dubbio una città pubblica, ossia di origine e sviluppoclassico-mediterraneo, pur essendo stata fortemente influenzata dalla dominazione mussulmana. I quartieri più antichi sono caratterizzati da strade strette e piccole piazze, mentre il resto della città presenta forme più aperte, piazze, viali. Grazie alle caratteristiche morfologiche del territorio,fatto di avvallamenti e colline esiste un elemento che relaziona queste differenti forme che costituiscono la città: il Miradouro.

Miradouro è il termine portoghese che indica un belvedere, un luogo elevato dal quale godere di visuali panoramiche sulla città, a Lisbona non esistono infatti prospettive profonde evidenziate dalla nebbia come nell’Europa Settentrionale, la luminosità è violenta, con contrastanti effetti di luce-ombra, dovuta all’estensione dell’estuario del fiume Tago; la distribuzione sfalsata degli edifici che si adatta ai rilievi del territorio contribuisce a sua volta ad aumentare la spettacolarità e panoramicità di queste visuali.
Le forme di questi punti privilegiati di osservazione sul territorio sono tra le più varie, che si tratti di un giardino storico, una piazzetta aggiardinata o un monumento, essi sono sempre un luogo di socializzazione, di riflessione, e di apertura verso nuove prospettive, visive e non...
Oltre alla visuale protesa verso l'estuario del Tago, le caratteristiche comuni dei Miradouros sono i tradizionali Azulejos, piastrelle di ceramica con superficie smaltata e decorata, tipici ornamenti dell'architettura portoghese e la pavimentazione in Calçada portoghese formata da pietre di forma irregolare, generalmente in basalto e pietra calcarea, utilizzate per creare motivi decorativi sfuttando il contrasto di colore dei materiali utilizzati.

Il progetto dell'Ecomuseo “Olha Lisboa” (“Guarda Lisbona”) nasce dalla convinzione che una città, nonostante esista in tre dimensioni, si percepisca attraverso i 5 sensi, che il suo spirito e la sua identità siano custoditi anche nella sua “atmosfera”, che il patrimonio naturale e costruito di un territorio siano la ragione e il pretesto della creazione di ricchezza e cultura, “una piattaforma per la nascità di opportunità e di creatività” ( Carta Strategica di Lisbona 2013-2024).
Il concetto di Ecomuseo ha origine in Francia nel 1971, sviluppato da George Henri Riviere e Hugues de Varine, nasce dalla critica alla tradizione museale “classica”, istituzione chiusa, delegata alla raccolta, alla selezione e alla custodia di oggetti salvati dalla distruzione, spesso estraniati dal loro contesto territoriale, e presentati al visitatore in maniera didattica.
Un luogo così definito, nel passato così come oggi, è solo uno dei possibili approcci alla conservazione della cultura di un popolo; il “patrimonio culturale” è infatti costituito da beni materiali e immateriali, luoghi, ambienti, paesaggi, linguaggi e musiche e dalla loro interpretazione.

Un museo tradizionale espone quindi, secondo questa concezione, una collezione, un ecomuseo esibisce e costruisce il proprio patrimonio; un museo è statico e immobile mentre un ecomuseo si inserisce nel territorio; un museo si rivolge ad un pubblico passivo, un ecomuseo ad una popolazione attiva, composta anche da quegli attori locali che sono depositari della consapevolezza e della memoria della comunità.

Per l'elaborazione del progetto è stata necessaria un'attenta e completa analisi della totalità del patrimonio lisboeta, sono stati analizzati i caratteri biofisici e geologici dell'area metropolitana di Lisbona, concentrandosi nel quadrante occidentale della città, caratterizzato da quote altimetriche che si elevano fino a raggiungere i 150 m s.l.m. e quindi offrendo viste panoramiche più ampie e profonde. Sono stati individuati otto Miradouros, situati all'interno di parchi e aree verdi di grande pregio naturalistico e storico, ne sono state studiate le caratteristiche di inserimento all'interno della struttura ecologica municipale, il loro patrimonio storico e la loro funzione sociale nel contesto urbano.

Il Piano Direttore Municipale di Lisbona prevede un sistema di difesa e valorizzazione dei grandi panorami e delle visuali privilegiate situate in strade, corsi principali, crinali e fondovalle.
L'analisi dei rapporti di intervisbilità tra i Miradouros scelti e i monumenti e le architetture caratterizzanti del paesaggio urbano, sono stati di fondamentale importanza per la definizione degli itinerari tematici di percorrenza dell'ecomuseo, permettendo di individuare percorsi panoramici di collegamento tra i siti ecomuseali mantendo costante il tema della panoramicità.

La proposta progettuale dell'Ecomuseo “Olha Lisboa” propone cinque differenti itinerari tematici che relazionano otto antenne ecomuseali tra parchi ricreativi, parchi forestali e giardini botanici tutti caratterizzati dalla presenza di Miradouros, attraverso i quali poter leggere e comprendere il paesaggio di Lisbona nella sua totalità.
Gli itinerari si differenziano in base alle caratteristiche storico architettoniche dei Miradouros e dei luoghi in cui si trovano, avvalendosi della presenza di poli museali all'interno degli stessi percorsi; oltre alla valenza di lettura storica e culturale del paesaggio, gli itinerari, destinati non solo al turista ma anche allo stesso cittadino, comprendono aree dedicate all'attività sportiva all'aperto e la possibilità di organizzazione di eventi e concerti negli stessi Miradouro.

Oltre alla valorizzazione e alla promozione del vasto patrimonio dell'Ecomuseo, sono stati previsti inteventi di riqualificazione e di riorganizzazione degli spazi, integrandoli con i “vuoti urbani” e sfruttandone la potenzialità paesaggistica e visiva, di modo che la qualità dello spazio pubblico si imponga fortemente nel disegno dell'ambiente urbano.

 

a cura di Marta Buoro



15.NOV.2014      Autore: Redazione
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