Street art: nuove forme di arredo urbano
Scopriamo le città con l'arte di strada

Da Firenze a Roma, da Bologna a Milano, da Parma a Palermo passando per Padova, Genova, Lucca, Chioggia e Livorno nelle strade e nei muri degli edifici delle città compaiono, ormai da parecchi anni, durante la notte delle vere e proprie “opere d’arte”.

Strade percorse centinaia di volte dai cittadini improvvisamente cambiano volto e si ritrovano sui muri delle case o dei palazzi dei murales, dei dipinti come quelli di Kenny Random, oppure l’indomani come a Firenze, la città si sveglia con una serie di nuove sculture su pareti quasi nascoste in centro storico. Ancora si possono trovare cartelli stradali personalizzati come quelli di Clet Abraham.
Queste forme d’arte che si possono indentificare tra la street art, o l’art public, o la guerrilia art, non sono e non vengono sempre apprezzate dalle amministrazioni pubbliche, anzi spesso gli autori sono costretti a rimuoverle nel caso si parli di sculture o nel caso dei dipinti si trovano i muri ridipinti.

Ma un gatto nero su sfondo chiaro dipinto su un muro di un edificio poco in evidenza o un finto naso che fuoriesce da una finestra murata essendo cose inusuali non dovrebbero attirare l’attenzione verso qualcosa che solitamente non si vede di sfuggita? Non possono essere considerate degli elementi di abbellimento e non di degrado come spesso vengono considerati?

Queste installazioni in alcuni casi sono diventate caratterizzanti della città in cui si trovano. In alcuni casi, gli autori hanno realizzato una serie d’iniziative come “the gift” per Kenny Random, che ha fatto una serie di nuovi “murales” e ha postato poi sul proprio facebook una mappa e i cittadini hanno dovuto fare una caccia al tesoro per cercare queste nuove opere e fotografarle, i primi che hanno postato le foto delle opere hanno avuto in regalo un opera dell’artista. Clet Abraham di recente a Firenze ha organizzato insieme a Blusseau l’installazione di una trentina di opere di artisti del luogo su porte, finestre e nicchie murate dei palazzi, anche in questo caso la localizzazione degli spazi è stata mappata e ogni artista ha scelto la sua attraverso l’utilizzo di facebook. 

Anche in altre parti d’Europa come in Italia, si possono trovare delle opere di strada di artisti italiani, come ad esempio il grande murales realizzato a Berlino da Blu. Ma anche qui come in Italia l’opera rischia di scomparire a causa di lavori che coinvolgeranno l’area in cui si trova l’opera. 

Invece che essere considerati come elementi di degrado per le città dovrebbero essere incoraggiate perché destano interesse e curiosità, invogliando i cittadini a riscoprire luoghi, edifici o scorci della città guardandoli in modo differente e perché no, in alcuni casi, proprio per la presenza di questi elementi, quegli spazi vengono resi più interessanti e quindi vissuti. Così come i cittadini anche i turisti saranno incuriositi da questi strani ed inusuali “arredi”.

In una società in cui tutto ciò che ci circonda è in funzione di qualcosa, trovare un modo per coinvolgere le persone e far si che queste sappiano che i luoghi in cui vivono hanno un’identità è importante, ma per questo forse ci sarebbe bisogno di una rivoluzione culturale.

 

a cura di Marta Pieretti



20.OTT.2014      Autore: Redazione
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