Pop up Cities
Progetti temporanei per fruitori temporanei

Pop up, in inglese saltar fuori, spuntare

I progetti temporanei saltano fuori in contesti problematici, sorgono in gruppi e sono portatori di valori sociali condivisi. Scelgono di spuntare spazi abbandonati o sottoutilizzati: edifici, stazioni ferroviarie, aree interstiziali tra infrastrutture, vecchie fabbriche dismesse. Hanno una collocazione temporale definita, nei periodi di transizione tra differenti destinazioni d’uso che spesso si rivelano più lunghi del previsto e si traducono in abbandono. Essi giocano un ruolo importante nella cultura delle città in rapida trasformazione poichè permettono una gestione flessibile degli spazi, resistendo alle pressioni economiche e trasformando rapidamente dei contenitori vuoti in strategie di rigenerazione urbana. Tutto ciò ha ispirato nuove idee di città, permesso l’avvio di economie informali e nuovi servizi autorganizzati per i contesti locali; usi inaspettati che hanno spesso accelerato processi di ripresa economica.

Attraverso progetti temporanei diventa quindi possibile promuovere e sperimentare nuove soluzioni per gli spazi pubblici urbani e testarne il funzionamento, i benefici sociali ed economici, con un minimo dispendio di denaro e una programmazione a breve termine.
Le strade urbane sono luoghi privilegiati di questi interventi. In molte città americane (la prima è stata Dallas nel 2010), si è diffuso il BETTER BLOCK PROJECT: in un isolato di edifici commerciali dismessi, i residenti sono invitati a sperimentare per un giorno il potenziale delle strade, installando alberi, panchine e negozi temporanei a loro piacimento. Leggero, economico, veloce: queste le parole chiave del progetto, i cui effetti positivi si sono sempre rivelati immediati, registrando un aumento della fruizione degli spazi e una diminuzione della velocità dei veicoli.

In aree più estese possono poi nascere veri e propri parchi, come il POP UP PARK di Dan- denong, in Australia(2011) e il GRANBY PARK di Dublino(2013), che hanno dotato le città di  spazi pubblici multifunzionali in cui realizzare eventi sportivi, culturali e garantire aree di svago, realizzati grazie al contributo delle comunità locali e all’utilizzo di materiali di riciclo. Per citare un’esperienza italiana, l’associazione TEMPORIUSO, fondata a Milano nel 2008, si occupa di promuovere l’impiego temporaneo degli spazi aperti ed edifici in disuso sia pubblici che privati attraverso mappature dell’abbandono e della richiesta sociale nell’area metropolitana di Milano, con l’obiettivo di estendere il proprio campo d’azione nei prossimi anni. 

Come riporta il loro manifesto: “a Milano si conta oggi un’offerta di oltre 1 milione di mq di scali ferroviari abbandonati, circa 50 cascine e capannoni agricoli in disuso, oltre 70 edifici vuoti in città, e le agenzie immobiliari lamentano che circa 885.000 mq di uffici risultano sfitti… Insomma, se finiscono le risorse economiche per riattivare le aree dismesse e gli spazi abbandonati, ci sono alternative temporanee alla chiusura e all’abbandono?”

 

a cura di Lorenza Fortuna

 

 http://www.granbypark.com/

http://www.popuppark.com.au/

http://www.temporiuso.org/

 



15.OTT.2014      Autore: Redazione
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