Metodologie di progettazione ambientale nei territori di margine
Recupero e valorizzazione del patrimonio paesaggistico e architettonico del territorio di Riccò del Golfo - La Spezia

Di recente pubblicazione, il libro documenta il percorso di conoscenza, approfondimento ed evidenziazione dei caratteri di un territorio, come quello dell’entroterra ligure, generalmente percepito come margine esteso tra realtà differenti (paesaggio, geografia, storia), attraverso il quale, avvalendosi di apporti personali e peculiari delle diverse professionalità coinvolte, sono stati elaborati degli scenari di proposte che si offrono come approccio metodologico e metaprogettuale nel più vasto dibattito sulla riqualificazione paesaggistica e sulla rigenerazione funzionale e tecnologica degli insediamenti storici e dei loro organismi ambientali.

Organizzazione morfologico-funzionale del paesaggio di Castè e suo ideogramma.

La pubblicazione ha infatti il duplice obiettivo di esporre e divulgare i risultati del “Corso di Perfezionamento post-laurea in Progettazione ambientale” organizzato dall’Università degli Studi di Firenze (Dipartimento di Tecnologie dell’Architettura e Design, Dipartimento di Progettazione dell’Architettura e Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio) per il Recupero del patrimonio architettonico e ambientale dell’entroterra spezzino e di presentare il lavoro svolto dal laboratorio nato dalla convenzione tra l’Università degli Studi di Firenze e il Comune di Riccò del Golfo per approfondire le tematiche scaturite dal Corso e affrontare il caso-studio del recupero interattivo del borgo di Castè.

Il borgo di Castè, ambito di sperimentazione

Come sottolinea il prof. Massimo Gennari (direttore del Corso e responsabile dell’Unità di Ricerca) nella sua introduzione al libro, “il tema del recupero del patrimonio architettonico e ambientale dell’entroterra spezzino si inseriva a pieno titolo nel tema più generale del recupero dei territori di margine, di quelle aree cioè che, pur confinando con contesti urbani qualificati e/o con zone paesaggisticamente ed economicamente pregiate, soffrivono e soffrono di processi disgregativi, sociali, ambientali, culturali di particolare rilevanza. (…)

Così l’incentivazione di attività produttive e il recupero di occupazione in ambiti legati, come in questo caso, ad una “nuova ruralità”, all’agroalimentare di nicchia, alla ricettività e all’ospitalità diffusa, alla ristorazione e al turismo di qualità, diventano politiche strategiche se strettamente connesse allo sviluppo della ricerca e alla sperimentazione tecnica e progettuale praticata in questi settori. 

Così anche la questione della residenza, del recupero e della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, dei nuovi modelli abitativi, del social housing, delle nuove tecnologie della gestione energetica e bioclimatica.

Ponendosi, a supporto di tutto ciò, una cultura dell’ambiente rivolta alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico, al riconoscimento del territorio come cerniera tra aree di costa e di entroterra di particolare pregio, alla riorganizzazione e all’ottimizzazione del sistema delle percorrenze e dei collegamenti viari, alla diffusione e alla pubblicizzazione dei “valori” che un modello urbanistico e ambientale di nuova generazione, come gli studi pubblicati in questo volume prefigurano, può rappresentare.”

Una delle proposte di riqualificazione per il borgo di Castè

E considerando tali proposte e riflessioni utili “per immaginare un futuro ambientale e un’economia sostenibile per tutto questo territorio”, il prof. Giorgio Pizziolo (coordinatore scientifico del Corso e del Laboratorio), nel suo contributo conclusivo, mette in evidenza che “la disponibilità di un patrimonio culturale quale quello presentato in questa pubblicazione, e la disponibilità di un metodo creativo e allo stesso tempo rigoroso quale quello che è stato proposto, potrebbero essere alla base di un grande sforzo di riscatto e di riscoperta ambientale ed economica di questi territori, se finalmente si avesse la volontà di affrontarne i problemi di fondo e una loro rinascita, dal mare alle valli interne, dalle città ai borghi, mettendo a punto nuovi modelli dello spazio e del tempo, del risiedere e del circolare, del vivere e dell’abitare.”

La copertina del libro

Metodologie di progettazione ambientale nei territori di margine. Recupero e valorizzazione del patrimonio paesaggistico e architettonico del territorio di Riccò del Golfo – La Spezia, a cura di F. Calamita, ETS Edizioni, Pisa 2013
Progetto editoriale a cura del LAB_10: L. Barotti, G. Brusacà, F. Calamita, M. Castiglione, S. Cavana, R. Delvigo, A. Frolla, R. Grossi, F. Mannocci, A. Tarabotto

Foto ed elaborazioni grafiche degli autori.



05..2014      Autore: Redazione
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