PARCOBALENO
Un parco giochi per i quartieri M.A.P dell'Aquila

Ho sempre avuto lillusione e la speranza che,
con una puntura di ago, sia possibile curare i mali.
Il principio di recuperare lenergia di un punto dolente
o affaticato per mezzo di un semplice tocco
ha a che vedere con la rivitalizzazione di questo punto
e dellarea che lo circonda.
Jaime Lerner, 2003

Lo spazio pubblico aquilano post-sisma si è ritirato a poco a poco dentro grandi contenitori privati di uso semipubblico, non-luoghi, ovvero spazi privi di identità, relazioni e storia. La macchina dell'emergenza ha prodotto dei quartieri dormitorio confinati in spazi periurbani estranianti e de-localizzanti, completamente privi di servizi e in cui si estendono ed acutizzano le condizioni di vulnerabilità (abitativa, psicologica, sociale, lavorativa, etc). L’impasse burocratico, che paralizza da diverso tempo questa situazione, è esasperato da un periodo di crisi economica.
Da giovani progettisti e studenti cominciamo a muovere i nostri primi passi su un terreno instabile, segnato dalla ristrettezza delle risorse, dalla insostenibilità dei costi e, forse anche peggio, da una condizione generale di disinteresse. Questo terreno non è per noi privo di stimoli: al contrario, la condizione in cui ci troviamo ci pone nuove sfide e paventa la necessità di doverne venirne a capo. Siamo spontaneamente interessati a tutto ciò che consenta di “fare”, naturalmente protesi verso un senso pragmatico di sostenibilità, che parta dalla cooperazione, dal mettersi insieme per unire le forze, dalla disponibilità ad essere operatori ed operai, dalla costruzione auto-gestita, dal riutilizzo di materiali poveri e dagli sforzi per poterli reperire.
Sentiamo la necessità di partire da una riflessione disciplinare sul senso spontaneo del fare architettura, e quindi di approcciarsi ai temi della partecipazione, dell’autocostruzione, del riciclo di materiali poveri. Siamo conviti che partendo da piccoli interventi puntuali e strategici di ecologia e architettura, anche con risorse ridotte, si possa contravvenire, come in una sorta di agopuntura urbana, alla condizione di degrado urbanistico.

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IL PROGETTO, la PARTECIPAZIONE, l’AUTOCOSTRUZIONE
Parcobaleno è uno spazio polivalente progettato perseguendo questi temi. Con esso si cerca di colmare, con effetto puntuale, il vuoto sociale e strutturale venutosi a definire nel periodo successivo al sisma dell’Aprile del 2009 nella città dellAquila e, più in generale, nelle zone che tuttora ospitano gli insediamenti dellemergenza come i Moduli Abitativi Provvisori (M.A.P.).
Da unindagine porta a porta si è riscontrato il bisogno (espresso dagli stessi abitanti di questi nuovi complessi abitativi) di luoghi per laggregazione, la socializzazione ed il ritrovo da dedicare non solo ai più piccoli, ma anche alle persone di età più avanzata che hanno ormai perso le reti di interazione sociale e culturale, per le quali la frammentazione del tessuto urbano si riflette nelle difficoltà sociali della popolazione.
L'auto-costruzione è stato un momento di socializzazione, di presa di coscienza, in cui tutti, i promotori ed i futuri fruitori, hanno messo insieme le forze per il perseguimento dell’obiettivo.

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IL CONTESTO
Lintervento si inserisce nel delicato processo di riunificazione del piccolo paese di Santa Rufina, frazione di Roio, località posta a Sud-Ovest del comune di LAquila e pone una riflessione sul possibile rapporto tra i nuovi interventi dei M.A.P. (Moduli-Abitativi-Provvisori) e la preesistenza: si aspira alla creazione di un locus in unarea periferica che ospita la nuova zona residenziale e la sua valorizzazione, proponendo un intervento capace di creare una connessione tra gli edifici di culto preesistenti e le nuove strutture.
Il lotto oggetto dellintervento è parte del patrimonio indisponibile del Comune dell’Aquila.

CONCEPT di PROGETTO
Il progetto si sviluppa intorno allarea della sala polivalente, di recente realizzazione, con lintento di portare, anche allesterno, le attività ludiche e ricreative.
Lidea progettuale si materializza in un unico elemento fluido, un “nastro”, che avviluppa larea e ingloba le varie funzioni, suddivise per aree tematiche: area CREATIVITÀ, SPORT, GIOCHI TRADIZIONALI, VERDE ATTREZZATO. Il nastro si piega e si modella per accogliere le diverse funzioni: nasce dal terreno, si alza per trasformarsi in panchina, si torce per divenire un recinto, si raggrinza per definire un tavolo e delle sedute, cresce fino a trasformarsi in portale di ingresso.

LA MATERIA
La realizzazione si fonda sul concetto del “riuso” dei materiali, visto anche come mezzo di coesione del progetto al territorio: si sono utilizzati materiali di esubero dei cantieri aquilani della ricostruzione come i tubi innocenti dei ponteggi utilizzati nei puntellamenti e i listelli di legno dei pallet.

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SCHEMA di ASSEMBLAGGIO
Il nastro è ottenuto a mezzo della giustapposizione di moduli preassemblati e differenziati nelle funzioni (sedute, recinzioni, portali di accesso).

SCHEMA di MONTAGGIO
I singoli manufatti prevedono dimensioni modulari e schemi di montaggio standard.
Sono realizzati sulla base di un supporto strutturale di tipo tubo-giunto (tubi innocenti verniciati di lunghezze modulari e morsetti di tipo ortometri e girevoli), montati conformemente al progetto e secondo la regola darte. Un ordito ligneo preassemblato, in triplo strato, è fissato saldamente alla struttura a mezzo di viti autoperforanti e staffatura di tipo omega. La chiusura, che funge da elemento da recinzione, da orizzontamento per la seduta e per i portali è realizzata con listelli in legno di sezione definita (30x60 mm) e lunghezza 1m.

DATI PROGETTO
Costo 3.800€
n° 450 pallet recuperati
n° 1200 listelli 
n° 400 morsetti ortometri
n° 50 morsetti girevoli
558 ml tubi innocenti

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ABOUT
VIVIAMOLAq è un progetto ideato da studenti ed ex studenti dellateneo aquilano che, spinti dalla voglia di partecipare al processo di rinascita della città segnata dal Terremoto del 2009, si pongono lintento di ridefinire con i cittadini e per i cittadini spazi aggregativi e di crescita sociale, attraverso lorganizzazione di laboratori territoriali di architettura partecipata.
Nato in maniera spontanea dalle idee di alcuni studenti, il progetto è stato rapidamente condiviso con entusiasmo da più di 50 ragazzi, aquilani e non, che hanno scelto di mettersi a piena disposizione dellinizativa. Gli incontri sono unoccasione di confrontarsi temi riguardanti lambito progettuale attraverso attività creative partecipate.
Dal Maggio del 2012 VIVIAMOLAq è un associazione attiva sul territorio Aquilano e che conta su un direttivo di 20 persone, con esperienze e backgroud culturali diversi.

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articolo a cura di VIVIAMOLAq

 

 



27.FEB.2014      Autore: Redazione
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