Consumo di suolo e spazi aperti periurbani
Progetto paesaggistico nel quadrante meridionale di Pistoia

Arrivata alla fine del mio percorso di studi, ho scelto di approfondire attraverso la mia tesi di laurea il tema del consumo di suolo che da tempo mi interessava e che è uno degli argomenti centrali nel dibattito urbanistico contemporaneo.

Infatti, l'accresciuta consapevolezza dell'insostenibilità non solo ambientale ma anche economica e sociale dell'attuale modello di sviluppo della città ha portato, negli ultimi anni, a dedicare sempre maggiore attenzione al rapporto tra città e paesaggio aperto, concentrandosi sul processo di diffusione insediativa e sui fenomeni di consumo di suolo che lo caratterizzano.

Ho scelto come area di studio la piana di Pistoia, che inserendosi in uno degli ambiti con maggiore pressione insediativa del contesto regionale, la conurbazione metropolitana Firenze-Prato-Pistoia, risulta particolarmente significativa rispetto alle tematiche trattate.

Inizialmente ho sottoposto l'ambito prescelto ad alcune letture analitiche finalizzate a valutare la portata delle trasformazioni che hanno interessato il territorio negli ultimi cinquant’anni e identificare la consistenza e la connotazione dei fenomeni di consumo di suolo.

Lettura dell'evoluzione degli insediamenti, scandita secondo soglie temporali significative, che consente di quantificare l'entità del fenomeno di conversione urbana del territorio.

Nella seconda fase, che ha richiesto l’individuazione di un sottoambito di studio, il quadrante meridionale della città, ho sperimentato un metodo di lettura e progettazione del paesaggio finalizzato a definire indirizzi, criteri e linee guida per orientare le trasformazioni urbane in coerenza con le finalità di contenimento del consumo di suolo e valorizzazione degli spazi aperti periurbani.

Il confronto tra una fotografia aerea storica (volo GAI del 1954) e una attuale mostra la portata delle trasformazioni che hanno riguardato la piana pistoiese.

Dunque, il progetto paesaggistico è inteso non tanto come mezzo atto ad eseguire direttamente le trasformazioni prefigurate, ma come strumento di sensibilizzazione culturale, in grado di suggestionare su possibili paesaggi, frutto di nuovi modelli di sviluppo sostenibile.

Il progetto tenta di dare concretezza ad una serie di visioni che, finora troppo spesso, hanno trovato voce solo in politiche di indirizzo sistematicamente disattese, senza un'effettiva traduzione nell'ambito della governance territoriale.

Il vivaismo oltre ed essere un'importante realtà socio-economica del territorio pistoiese è anche causa di una forte dispersione insediativa e di profonde alterazioni paesistiche.

Dunque, risulta evidente come sia necessaria una profonda trasformazione della percezione e della concezione del paesaggio da parte della società.

Lo scenario paesaggistico proposto oltre a tenere conto di questi presupposti fondamentali si basa su azioni di riqualificazione degli spazi, non solo fisica ma anche per quello che riguarda gli aspetti funzionali e sociali ad essi legati; di riconnessione, creando relazioni funzionali, culturali e economiche tra città consolidata e periferia e ricollegando, attraverso connessioni di tipo fruitivo ed ecologico, la città con il territorio aperto; e di rigenerazione del tessuto urbano, in modo da conferire nuova identità e migliorare le condizioni di vita della popolazione.

Scenario paesaggistico di rigenerazione del quadrante meridionale di Pistoia.

La proposta progettuale mette in campo una serie di strategie volte a contenere il consumo di suolo.

Innanzitutto, promuove il recupero di aree dismesse e degradate, trascurate dalle attuali politiche urbanistiche che tendono a privilegiare interventi di nuova edificazione, in modo da riuscire contemporaneamente a  riqualificare il tessuto urbano e ad evitare ulteriori sprechi della risorsa suolo.

Inoltre, agisce sugli spazi aperti posti lungo i margini della città, o interclusi entro il tessuto urbano recente, generalmente considerati come "vuoti urbani", spazi di risulta in stato di abbandono, in attesa delle prossime espansioni edilizie, identificandoli come dei "pieni paesaggistici", parte integrante e elementi strutturanti del tessuto urbano.

Infatti, il riconoscimento delle molteplici funzioni paesaggistiche di questi spazi, secondo le loro principali sfere ambientale, sociale e economica li riempie di significato e valore.

Esemplificazioni fotografiche degli spazi aperti urbani e periurbani.

Attualmente la mancata valorizzazione degli spazi aperti e l’incapacità di riconoscerne il valore, sia da parte della collettività che da parte delle politiche urbanistiche, fa sì che proprio all’interno di queste aree vengano localizzati nuovi interventi di edificazione, andando così ad eroderle e frammentarle ulteriormente, invece, tali spazi dovrebbero avere un ruolo strategico nello sviluppo della città contemporanea.

Concludendo, l'intento della tesi era quello di dimostrare come sia possibile, attraverso il progetto paesaggistico, prefigurare nuovi scenari di trasformazione degli insediamenti in grado di assicurare risultati positivi in termini di qualità e sostenibilità urbana e soprattutto non portatori di consumo di suolo.

di Rita Schirò



17.OTT.2013      Autore: Redazione
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